Due chili e mezzo. Un panino solo. Quindici minuti sul cronometro.
Detta così sembra una di quelle frasi che si buttano lì per far ridere. Poi il vassoio esce dalla cucina, te lo appoggiano davanti, e ridere smetti tu per primo.
L'XL Bully Challenge è nata per una categoria di persone molto precisa: quelli che a tavola dicono sempre la stessa cosa. Io mangio più di tutti. Perfetto. Il vassoio è lì, il cronometro pure.
La regola è una sola, e non ha asterischi
Finisci il panino entro quindici minuti. Fine. Non c'è una classifica, non c'è un punteggio, non c'è il secondo posto. O il vassoio è vuoto quando suona il timer, o non lo è.
Il panino è uno, non è una pila di panini piccoli messi in colonna per fare scena. Pane con i semi di sesamo largo quanto una teglia da forno, dentro pollo giallo italiano impanato, pomodoro, insalata, formaggio e salse. Intorno, sul vassoio di metallo, patatine fritte e crocchette, perché da noi un vassoio mezzo vuoto non si è mai visto uscire.
La cosa che nessuno si aspetta è il peso. Due chili e mezzo non sono "un panino grande": sono un panino che non entra in due mani, che non si morde dal bordo, che ti costringe a decidere una strategia prima ancora di iniziare. Chi si siede convinto di farla in dieci minuti, dopo cinque ha già capito.
Poi si è seduto Paki
Alla sfida si è presentato Paki, ed è entrato con la faccia di chi non è venuto a provarci. È venuto a finirlo.
Gilet rosso addosso, vassoio davanti, cronometro avviato. Ha mangiato, ha continuato a mangiare quando di solito la gente si ferma, e quando il timer ha smesso di correre il vassoio era vuoto.
Primo campione dell'XL Bully Challenge. Il titolo, da noi, non è una figura retorica: resta suo finché qualcuno non fa la stessa cosa.
Il panino non lo abbiamo fatto più piccolo per farlo vincere. L'abbiamo fatto come sempre, e lui l'ha finito lo stesso.
La parte che non ci conviene raccontare
Sono pochissimi quelli che ce l'hanno fatta. La stragrande maggioranza di chi si siede a quel vassoio si ferma prima, e si ferma parecchio prima.
Lo diciamo perché è la parte onesta della storia. Una food challenge raccontata solo con i vincitori è pubblicità, non è un racconto. Qui la percentuale di chi la porta a casa è bassa, ed è esattamente quello che la rende una sfida invece che una portata del menù.
E diciamo anche l'altra cosa scomoda: questo non è un pasto. È un evento, è una serata, è una cosa da fare una volta e da raccontare per un anno. Se vuoi mangiare pollo giallo fatto bene senza uscire di lì rotolando, il menù normale esiste ed è quello che ti consigliamo nove volte su dieci.
Perché il pollo dentro conta più della taglia
Un panino da due chili e mezzo lo sa fare chiunque: basta impilare. La domanda vera è cosa c'è dentro quando togli il pane.
Dentro c'è pollo giallo 100% italiano, allevato a mais. Non è un colorante e non è un aggettivo da menù: è il mais che l'animale ha mangiato, ed è il motivo per cui la carne è più soda e sa di qualcosa anche dopo la panatura. Se vuoi la storia intera è scritta qui: cos'è il pollo giallo e perché è più buono.
È anche il motivo per cui questa sfida funziona. Due chili e mezzo di pollo anonimo sarebbero solo una punizione. Due chili e mezzo di pollo giallo sono una sfida a cui la gente vuole sedersi.
Vuoi essere il prossimo?
Le date delle prossime edizioni le annunciamo su Instagram e i posti sono sempre contati, perché un vassoio così occupa mezza sala e mezza cucina.
Una cosa da sapere prima di presentarti: Via Giordano Bruno 210 è chiusa per lavori fino al 10 settembre 2026 e riapre l'11 settembre. Il perché lo abbiamo scritto qui: cosa stiamo cambiando mentre siamo chiusi.
E se nel frattempo vuoi vedere cosa succede quando la sfida non è contro un panino ma contro tutta la sala, c'è l'altra storia: Chiara contro tutti.
Il vassoio è pronto. Il cronometro pure.